Su un migliaio di bollette esaminate, più della metà non sono state pagate in tempo, tra queste un conto di 66 mila dollari ricondotto ad un agente il cui nome è rimasto anonimo. Il portavoce dell’Fbi Richard Kolko ha dichiarato che in tutti i casi menzionati nel rapporto le informazioni intercettate sono state recuperate una volta che sono stati saldati conti. Le rivelazioni hanno provocato un tam tam di indignazione tra i movimenti che si battono contro l’invasione della privacy nei programmi di intercettazioni segrete decise dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre: "Se non fosse da piangere sarebbe ridicolo", ha commentato Michael German, un ex agente dell’Fbi passato all’American civil liberties union.
German se l’è presa anche con le compagnie dei telefoni, a suo avviso troppo acquiescenti quando si è trattato di prestare i loro servizi a un programma che secondo la maggioranza degli americani è illegale: "Sembra che credano all’Fbi quando dice che il mandato è in arrivo per posta, ma quando è in gioco l’assegno non sono altrettanto flessibili". Il rapporto di Fine è l’ultimo in una serie di inchieste dell’Ispettore Generale sul malcostume finanziario del Bureau of Investigation federale che ha già messo in luce problemi cronici nei libri contabili e la sparizione di centinaia di armi e di laptop.

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