Curiosità, innovazioni e stranezze dei giorni nostri

Passeremo alla storia come un'umanità ancora poco evoluta...

lunedì 14 gennaio 2008

Più costa, più vale...?

Al prezzo più alto si accende l'area del piacere del cervello. «Lo stesso vale per un marchio di moda»

LONDRA
- Più un prodotto costa, più crediamo che il suo valore sia maggiore di un altro similare ma che costa meno. Quante volte è capitato anche a noi al momento di un acquisto. Ora però c'è una ricerca che lo prova. L'ha effettuata Antonio Rangel, professore di economia del California Institute of Technology di Pasadena, utilizzando il vino.

PIACERE - Tramite risonanza magnetica, Rangel ha osservato il cervello di venti persone mentre assaggiavano lo stesso vino (un cabernet sauvignon), ma venivano detti loro prezzi diversi, dai 3 ai 60 euro alla bottiglia. Oltre a descrivere il vino più caro come il migliore, gran parte dei volontari provava in effetti un piacere maggiore nell'assaggiare il prodotto che credeva più costoso. La loro corteccia mediale orbito-frontale - un'area normalmente associata al piacere - era più stimolata nel caso del vino più caro: questo, secondo Rangel, mostra come la differenza in termini di piacere sia reale, anche nel caso di due prodotti identici.

MARKETING - «Questi risultati gettano luce sugli effetti neurali del marketing», ha detto Rangel, che ha pubblicato la ricerca sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze. «È la stessa cosa che succede con un un marchio di moda. La psicologia è la stessa: non si tratta dei soldi, ma della reputazione e del prestigio», ha commentato Hugh Johnson, un celebre esperto e scrittore di vini britannico. Lo studio, hanno concluso gli esperti, dimostra quindi per la prima volta il potere del prezzo sul nostro cervello e sulle nostre percezioni della qualità del prodotto e svela le aree cerebrali che ci inducono a lasciarci ingannare dalle strategie del marketing.

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Nuovo brevetto per Google: riconoscimento di testi nelle immagini

Google ha di recente brevettato un innovativo sistema di analisi delle immagini, che consente di riconoscere eventuali testi presenti. La tecnologia è sicuramente interessante ed utile per le ricerche, in quanto il testo riconosciuto può poi essere inserito come metadato dell’immagine.

Google si sta muovendo con grande interesse (e grandi investimenti) in tutte le tecnologie che possono ampliare e confermare la sua supremazia, nel campo delle ricerche tra contenuti multimediali. La rivoluzione dell’user generated content, infatti, ha portato miliardi di video, immagini e suoni che sono però difficili da trovare, rispetto ai tradizionali contenuti testuali.

L’azienda di Mountain View si sta muovendo da tempo anche nel campo dei video, che vengono processati con un software di riconoscimento vocale e a cui vengono successivamente assegnati metadata sulla base delle parole pronunciate. In questo senso si spiega il famoso servizio offerto gratuitamente da Google in USA che fornisce informazioni commerciali (e pagine gialle telefoniche) tramite un sistema di riconoscimento vocale senza operatore: un’ottima palestra per allenare il software.

Google non è certo la sola a muoversi in queste direzioni, basti pensare a Riya che tempo fa ha messo a punto un motore di ricerca visuale che distingue colori e forme e può, di conseguenza, assegnare metadata alla foto sulla base degli oggetti in essa contenuti.

C’è grande fermento, dunque, nel mondo delle tecnologie di analisi di contenuti multimediali e nei mesi a seguire sicuramente ne vedremo di nuove e sempre più sofisticate. Del resto se è vero che il Web 2.0 ha riguardato le persone, è molto probabile che il Web 3.0 riguarderà le tecnologie: una rivoluzione del “dietro le quinte” insomma.

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Campagna pubblicitaria Marc jacobs: originale interpretazione di Victoria Beckham

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Sembrava impossibile l’impresa di Marc Jacobs di realizzare una campagna ironica e divertente in linea con quelle delle precedenti stagioni avendo come modella Victoria Beckham. Eppure Marc Jacobs riesce a sorprenderci ancora una volta! Ecco le prime immagini della campagna Primavera/estate 2008 scattate dal bravissimo Juergen Teller. Un’interpretazione non convenzionale dell’inespressiva Posh, che esce da una maxi shopper, e da una scatola di scarpe over-size. Ispirazione Dadaista, originale ironia per una creatività che sa farsi inevitabilmente notare!
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Joe Rivetto al Pitti immagine uomo

Ironia e moda questo il mix vincente di Joe Rivetto che porta a Pitti Immagine anche il denim, novità della collezione autunno inverno 2008/09. Nuova testimonial del brand è Claudia Gerini che firma anche una speciale t-shirt “Respect. I’m a woman” contro la violenza sulle donne.
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Bandite le banche su Second life

C’è grande preoccupazione per gli utenti-avatar che hanno trasformato i dollari reali in linden dollar (la valuta utilizzata su Second Life). La Linden Lab, infatti, ha deciso di cancellare una grande quantità di istituti bancari che operano nel territorio virtuale e invitato i membri della comunità a riappropriarsi del proprio denaro. Il motivo che sta dietro la decisione presa dai responsabili è da ricercare tra i piani di investimento fasulli, interessi gonfiati che a volte arrivavano anche al 60% su base annua e il tutto senza un meccanismo di protezione per i clienti.
Secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale, dal 22 Gennaio del 2008, sarà proibito offrire interessi o qualsiasi altro guadagno su un investimento (indifferentemente se in dollari linden o altra moneta) senza la prova di una valida registrazione governativa o la certificazione ufficiale di un istituto finanziario.
C’è chi ipotizza che la struttura economica di Second Life sia di tipo piramidale, in cui gli unici a trarre vantaggio dal denaro messo in circolo sono i primi programmatori e i primi residenti. Si ipotizzano persino accuse di insider trading. Insomma, la decisione di mettere al bando le banche di Second Life sembra essere accolta con favore dalla clientela del mondo virtuale sebbene ci sia il timore che questa iniziativa possa portare al pulizia anche dei capitali investiti.
Quali meccanismi di tutela saranno messi in atto? E quali punizioni verso coloro che non rispetteranno le regole?
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Easy Writer, un gadget aiuta i disabili nella scrittura

Easy WriterNon solo dispositivi tecnologici perchè la ricerca si protrae anche per i gadget che non hanno bisogno di componenti elettronici. E’ il caso di Easy Writer, uno strumento che potrà essere utilizzato da quelle persone hanno problemi di coordinamento e aiuterà nella scrittura di testi.

Progettato dal designer Oskar Daniel, prevede la forma di una clessidra che comporta su un’estremità un pulsante di gomma da premere con la mano e sull’altra estremità una struttura di supporto in cui è nascosta la punta della penna o matita. Non si conoscono ancora i tempi di realizzazione del progetto.

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TeraCopy: e sposti i files sul Pc alla velocità della luce

Teracopy


Quante volte vi capita, di domenica, di fare un po’ di ordine nel computer? Di riorganizzare le cartelle della musica e dei video, o di salvare il lavoro di un’intera settimana in un hard-disk esterno? Se, insomma, siete soliti spostare file di grandi dimensioni, allora questo software fa al caso vostro. Il programma, per Windows, si chiama TeraCopy, e sposta “alla velocità della luce” i file da un hard-disk all’altro, da un hard-disk fisso a uno portatile/”chiavetta” Usb o da una partizione di hard-disk all’altra. Una volta installato, TeraCopy si integra nell’Explorer di Windows e per copiare un file o un gruppo di file, basterà farci click col tasto destro del mouse e scegliere TeraCopy.

L’interfaccia chiederà se vogliamo copiare o spostare il/i file, e offre in tempo reale una schermata con tutti i dati aggiornati sulla fase di copia.

Non è tutto, perché ha in sé anche l’utilissima funzione di pausa (per interrompere momentaneamente una copia); inoltre, se trovasse un problema, continua con la copia degli altri file lasciando il problema a una soluzione successiva.

Da installare!

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I sei gradi in più che sconvolgeranno la terra

Il documentario del National Geographic Channel verrà presentato all'Auditorium di Roma
Un pianeta senza foresta amazzonica e senza neve sull'Himalaya con l'Artico privo di ghiacci di

Quando le teorie discutono di come il nostro pianeta possa cambiare il proprio volto in seguito ai mutamenti climatici, ai più riesce difficile percepire la reale drammaticità del fenomeno. Ma quando le immagini ci mostrano ambienti di casa nostra come un mondo alieno (il fiume accanto a casa, ad esempio, è diventato un torrente asciutto per molti mesi all'anno; o le cime imbiancate delle montagne sono sostituite da guglie frastagliate che si disgregano e franano a valle, o i campi di frumento sono inghiottiti dalla sabbia) allora la realtà si concretizza nella sua tragicità.

Ed è quello che mostra il documentario del National Geographic Channel dal titolo Sei gradi possono cambiare il mondo che verrà presentato il 14 gennaio all'Auditorium di Roma in occasione del Festival delle Scienze di Roma e riproposto in tv il 3 febbraio.

Un pianeta senza foresta amazzonica e senza neve sull'Himalaya con l'Artico privo di ghiacci: questo potrebbe uno dei quadri del nostro pianeta con una temperatura di 6 gradi superiore a quella di 100 anni fa. E la strada verso un mondo così fatto è testimoniato da molti elementi. L'Australia, ad esempio, è stata protagonista nello scorso secolo della crescita di un grado della temperatura (a livello mondiale la crescita è di 0,7°C): un incremento che ha determinato uno dei peggiori periodi di siccità che il Paese abbia mai affrontato: oggi nei sobborghi di Sydney ci sono circa 500 incendi all'anno.

Le aree tropicali si stanno allargando a discapito di altri ambienti del pianeta. Dal 1979 ad oggi in alcune aree della Terra i tropici sono saliti verso nord e sud anche di 500 chilometri. "Quanto stiamo osservando va al di là delle proiezioni che erano state fatte solo una decina di anni fa. Ci sono in atto grandi cambiamenti e il tutto non è facile da spiegare", commenta Dian Seidel, meteorologa del National Oceanic and Atmospheric Administration (Usa). Altro segnale che preoccupa gli studiosi è lo scioglimento dei ghiacci.

Il documentario del National Geographic mostra un esempio particolarmente evidente: il ghiacciaio Jakobshavn della Groenlandia si muove di circa 40 metri al giorno, più rapidamente di ogni altro ghiacciaio al mondo e si scioglie ad un ritmo due volte più veloce rispetto al decennio scorso. La massa di ghiaccio che si stacca in soli due giorni contiene l'equivalente del fabbisogno idrico annuale di New York.

Non si deve nascondere tuttavia, che a fronte delle catastrofi vi saranno alcune aree del pianeta che beneficeranno del riscaldamento globale. La Gran Bretagna, ad esempio, sta subendo una vera e propria rivoluzione agricola: attualmente ha oltre 400 tipi di vitigni per vini e champagne, mentre alcuni agricoltori stanno sperimentando la coltivazione degli ulivi. In Groenlandia, dove al più crescevano le patate, da alcuni anni sono iniziate anche colture di altro tipo. Vale la pena chiedersi tuttavia, se questi benefici valgono la scomparsa di Venezia: già, perché secondo gli autori del documentario con una temperatura di 4° superiori ad oggi verrà sommersa dalle acque dell'Adriatico.
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Tempi moderni ...nel 1936