Curiosità, innovazioni e stranezze dei giorni nostri

Passeremo alla storia come un'umanità ancora poco evoluta...

domenica 20 gennaio 2008

30-40 Gb tascabili: da Lacie

LaCie Little Disk

Un tempo, quando fumare era considerato figo, si portava con se il zippo, un grosso accendino capace di sprigionare una fiamma di una certa portata. Nell’era digitale, invece, all’interno dello zippo non c’è combustibile ma capacità di storage di dati.

LaCie, infatti, ha creato un HD portatile chiamandolo Little Disk e riprende proprio la forma degli accendini. I tagli sono due: 30 e 40 GB e comprendono il programma LaCieSync per il backup dei dati con protezione AES 128-bit.

Per utilizzare la periferica basta togliere il tappo all’estremità e srotolare il filo USB da collegare al computer. Una soluzione molto utile per trasportare grandi quantità di dati con estrema comodità. Il prezzo previsto è di 129,99 $ (89 €) per la versione da 30 GB e 159,99 $ (11o €) per quella da 40 GB. Si possono comprare nel sito del produttore.
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L' iPhone arriva in Italia a Febbraio

Da: Repubblica
iPhone-Tim, accordo in vista a febbraio l'annuncio ufficiale

iPhone-Tim, accordo in vista a febbraio l'annuncio ufficiale

SAN FRANCISCO - Ormai manca solo l'ufficialità: l'iPhone, il telefono-iPod della Apple dovrebbe essere distribuito in Italia da Tim e in Spagna da Telefonica (che detiene il 10% di Telecom Italia) a partire da luglio. E sarà un telefono di terza generazione visto che dovrebbe disporre anche dalla connettività UMTS molto più diffusa nel vecchio continente rispetto a quella EDGE (che è un GSM potenziato).

L'annuncio degli accordi di distribuzione e dei tempi - secondo fonti del settore - si prevede in occasione del Mobile World Congress, il nuovo nome della fiera 3GSM, che si aprirà l'11 febbraio a Barcellona. Al MacWorld di San Francisco, che si è chiuso ieri, il CEO di Apple Steve Jobs aveva dichiarato di aver venduto in 200 giorni dalla presentazione circa quattro milioni di iPhone. Compresi quelli in Gran Bretagna, Francia e Germania, unici paesi dove è in vendita grazie ad accordi rispettivamente con 02, Orange e T-Mobile.

Negli ultimi tempi le voci su una stretta tra la Apple e Tim si erano infittite, dopo che nei mesi scorsi era data per certa una rottura definitiva delle trattative tra Cupertino e l'azienda italiana. Non solo: nella rete gli esperti appassionati della Mela avrebbero trovato "indizi" consistenti: sembra che da qualche giorno il sito della Tim riconosca un iPhone come telefono appartenente alla sua gamma. E poi restano le stringhe identificative del carrier telefonico italiano che si trovano anche nell'ultima versione del firmware dell'iPhone.
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Ti piacerebbe avere banconote da 10 milioni?

«Inflazione al 150 mila per cento». E nei supermercati i prezzi salgono lungo il tragitto dallo scaffale alla cassa

(Ap)

(Zimbabwe) – Tutti milionari in Zimbabwe. Da venerdì la banca centrale del Paese ha messo in circolazione tre nuove banconote: 10 milioni di zim dollars, i dollari locali, la più alta al mondo, 5 milioni e un milione. Un record, ma solo nominale. Infatti il valore reale è di 3,3 euro circa. Così è stato risolto un grande problema: ora non si deve più uscire di casa con la valigia carica di banconote per andare a fare la spesa. Finora il taglio più grosso era da 200 mila. Una vera fatica entrare in un ristorante e alla fine della cena pagare un conto di 53 milioni con quei biglietti. Significava, posare il malloppo sul tavolo e mettersi a contare le banconote sotto lo sguardo divertito e sorridente del cameriere, costretto poi a ricontare il tutto per evitare errori.

Usando la carta di credito quel conto sarebbe stato sottoposto al cambio ufficiale (1 dollaro americano, 30 mila zim) e quei 53 milioni zim sarebbero diventati 1766 dollari, cioè 1261 euro. Un po’ cara quella cena. La stessa Rebecca, che ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, ti accoglie alla reception dell’Hotel Meikles, una volta uno dei più prestigiosi di tutta l’Africa, mette in guardia: “Paga con carta di credito solo il soggiorno, perché è già espresso in dollari. Per il resto usa contanti, altrimenti sei fregato”, invita divertita. E così la cena da 53 milioni, grazie al cambio nero (1 dollaro un milione e mezzo di zim) viene a costare 35 dollari. Un sollievo. Lo Zimbabwe, una volta il Paese dell’Africa nera più sviluppato dopo il Sudafrica, sta precipitando nel baratro. Inflazione alle stelle. Un documento del Fondo Monetario Internazionale parla del 150 mila per cento, lo stesso tasso raggiunto in Germania dalla repubblica di Weimar negli anni ’20 dello scorso secolo. Un dollaro che al mercato nero un anno fa valeva 3 mila zim, oggi vale 5 milioni.

...

Nelle banche non c’è denaro, nessuno infatti vuol depositare. Davanti agli istituti di credito file di clienti sono in attesa che qualcuno depositi per poter ritirare. Dove finiscono i contanti nessuno lo sa bene. Certo è che in giro non ce ne sono.Tony Hawkins, professore di economia all’università di Harare, spiega che proprio la mancanza di contanti ha costretto il governo a lanciare i tagli altissimi. “Attenzione – fa notare mostrando un biglietto – non sono banconote, ma assegni al portatore, con una scadenza ben precisa. Il governo non fa niente per fermare l’inflazione; nessun provvedimento strutturale. Continua solo a stampare denaro.” La catastrofe è cominciata quando il governo ha deciso di ridistribuire le ricche terre di proprietà dei coloni bianchi ai neri. Un provvedimento che era stato concordato con la Gran Bretagna al momento della decolonizzazione. Londra doveva pagare i risarcimenti. Cosa che ha fatto fino a un certi punto. Quando Tony Blair, allora premier, si è accorto che le terre non andavano ai contadini ma ai dignitari del regime, ai dirigenti del partito di Robert Mugabe, lo Zanu-pf (Zimbabwe African National Union – Patriotic Front), ai militari, ai veterani della guerra contro il regime dei colonialisti bianchi e, insomma, a un pugno di amici, tutta gente che non sapeva cosa fosse una zappa o un aratro, ha denunciato l’accordo e ha detto: “Non pago più” . Mugabe ha reagito con gli espropri forzati ma i nuovi padroni non hanno saputo far fruttare le terre: il Paese è così collassato. Si pensi solo che i capi di bestiame nel 2000 erano 4 milioni: oggi sono ridotti a 80 mila. Un vero disastro di cui, finora non si vede la fine. Attenzione. Quando leggerete quest’articolo l’inflazione avrà già fatto lievitare i tassi e quindi tutte le cifre espresse qui sopra andrebbero ricalcolate.

Fonte (e articolo completo)

Fai fatica a dormire? Forse stai troppo al cellulare...

Nuova ricerca Svezia-Usa: "Usarli di sera disturba il sonno". Un'indagine condotta dall'università di Uppsala e dalla Wayne University del Michigan "Chi parla al telefonino prima di andare al letto fatica ad addormentarsi e si sveglia prima"
ROMA - Una lunga chiacchierata al telefonino prima di andare a dormire e il rischio è quello di non riuscire a prendere sonno. E' quel che sostiene una ricerca compiuta in parallelo in Svezia e negli Stati Uniti, secondo la quale le radiazioni dei cellulari disturbano in modo significativo il sonno. Non solo: chi cerca di addormentarsi dopo aver parlato per parecchio tempo al telefonino, oltre a far fatica, si sveglia anche prima.

I risultati dello studio, compiuto dai ricercatori svedesi dell'università di Uppsala e dell'istituto Karolinskaia, e da quelli americani della Wayne University del Michigan, sono stati pubblicati dal domenicale britannico Independent on Sunday, secondo il quale la scoperta sarebbe allarmante in particolare per i teeangers: sono loro, infatti, che tendono a usare in modo massiccio il telefonino la sera tardi, ma che, allo stesso tempo, hanno bisogno di un maggior numero di ore di sonno. A lungo andare - questo è il rischio - potrebbero soffrire di depressione, mancanza di concentrazione e subire cambiamenti di personalità.

La ricerca, finanziata dalle stesse compagnie della telefonia mobile, è stata svolta su un campione di 35 uomini e 36 donne e ha, in apparenza, accertato che le radiazioni del cellulare hanno un impatto negativo soprattutto sulle fasi del sonno profondo, e impediscono al corpo un pieno recupero dalla stanchezza quotidiana. Tengono insomma sveglio l'organismo, impedendo una riduzione dei livelli di stress.

Secondo quel che si legge sull'Independent on Sunday, le compagnie di telefonia mobile hanno reagito "con imbarazzo" alle conclusioni della ricerca, sostenendo che per il momento "lo studio non è conclusivo", e che i ricercatori "non hanno dimostrato che, di fatto, l'esposizione alle radiazioni del cellulare provochino disturbi del sonno". Ma il professor Beng Arnetz, a capo della ricerca, si dice convinto che le radiazioni attivano una sorta di stress cerebrale "rendendo le persone più concentrate e sveglie, e diminuendo la loro capacità di rilassarsi e addormentarsi".
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