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Passeremo alla storia come un'umanità ancora poco evoluta...

venerdì 11 gennaio 2008

Il futuro dell'auto? Senza pilota

C' è un modo per raggiungere l'impossibile meta di 0 morti per gli incidenti stradali: levare di mezzo i piloti. E' questo il futuro dell'automobile secondo Sebastian Thrun. Trentanove anni e la faccia da ragazzino, Thrun è direttore del Laboratorio di Intelligenza artificiale dell' Università californiana di Stanford e ha appena vinto un premio di due milioni di dollari per aver vinto una corsa di 280 chilometri attraverso il deserto del Mojave, nel sud-ovest degli Stati Uniti, con un'auto senza pilota. O meglio, senza un 'pilota umano', perchè la macchina era sì guidata, ma da un complesso di tecnologie d'avanguardia che le hanno consentito di evitare gli innumerevoli ostacoli disseminati lungo il tragitto.

Lo scienziato, tedesco di nascita, ha raccontato la sua esperienza ieri a Milano, ai docenti, agli allievi e loro familiari della Scuola Americana, suscitando curiosità ed entusiasmo.

"La prima generazione di robot - ha detto - è stata quella che 20 anni fa ha fatto fare un salto di qualità all'industria, mettendole a disposizione bracci intelligenti", che saldano e assemblano parti meccaniche. Ma già da qualche tempo nelle nostre case hanno fatto capolino i robot domestici - alcuni con fattezze umanoidi, altri no - che lavano, scopano, tagliano l' erba in giardino.

"Nel prossimo futuro, questione di pochi anni - giura - i robot saranno invece dedicati alle automobili, le proteggeranno dagli incidenti, avviseranno il conducente di ridurre la velocità (o la ridurranno autonomamente), lo sveglieranno quando si addormenta alla guida, gli segnaleranno in anticipo gli ostacoli nella nebbia".

Ma chi può dire quale sarà l'evoluzione delle auto di qui a 50 anni? "Certamente saranno autobobili che si guideranno da sole". Lui, del resto, l'ha già fatta una macchina del genere e le ha fatto percorrere in 10 ore 280 chilometri senza un solo incidente. Uno si immagina il deserto, un mare di sabbia senza ostacoli. Invece no: le immagini che Thrun ha proiettato nel salone della Scuola Americana di Milano mostravano una pista stradale in terra battuta, tutta curve, con sterpaglie ai due lati, sassi, buche...

La corsa era stata promossa nel deserto tra la California e il Nevada dal DARPA - che è il Defense Advanced Research Projects Agency (l'agenzia dei progetti avanzati di difesa) del Governo degli Stati Uniti - per stimolare lo studio di un veicolo militare da utilizzare in ambienti ostili senza uomini a bordo, come gli aerei spia senza pilota. Thrun e i suoi collaboratori di Stanford hanno partecipato con un veicolo oltremodo sofisticato, 'Stanley': una Volks Wagen Touareg del 2004 su cui erano stati installati 4 laser, un pc con 6 schede Pentium M nel bagagliaio e un sistema di posizionamento Gps ad alta risoluzione.

Lo scienziato ha mostrato immagini riprese al computer che indicano con una colorazione diversa il tratto di terreno, davanti e ai lati dell'auto, in cui gli strumenti di bordo riescono a leggere ogni ostacolo, per poi tradurre - attraverso le elaborazioni al computer - questi segnali in informazioni in grado di modificare il percorso dell'auto.

Tra i concorrenti c'era di tutto, dune-buggy, macchine con ruote enormi, piccole fuoristrada, pic-up, camion, anche una motocicletta in grado di rialzarsi (con una leva che entrava in azione automaticamente) e di ripartire dopo le mille cadute.

Stanley ha battuto tutti, percorrendo i 280 chilometri in 10 ore, senza alcun aiuto umano. "E' questo il futuro - ha detto Thrun - . Anche se c'è sempre gente che dubita dei sogni, gente senza immaginazione.

I veicoli autoguidati saranno impiegati in un primo tempo per il trasporto di coloro che non possono guidare, le persone anziane, i bambini, le persone cieche, gli invalidi. Alla fine ci saranno solo auto di questo tipo...io ci starò seduto dentro, leggerò il giornale, invierò una e-mail, mentre la macchina si guiderà da sola".
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