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giovedì 10 gennaio 2008

E' iniziato Carnevale: Prodi ci riprova: "Meno tasse"


Roma - L'atteso vertice della maggioranza sull'economia è l'occasione, per il presidente del Consiglio, di tornare a fare promesse agli italiani. In realtà le promesse sono sempre le stesse: meno tasse e più sviluppo in primis. "Vorrei essere molto chiaro e vorrei che ne fossimo tutti consapevoli - esordisce Romano Prodi a Palazzo Chigi -. Gli interventi di carattere fiscale sui quali ci concentreremo nei prossimi mesi non possono certo risolvere da soli tutte le questioni redistributive del Paese. Una più equa distribuzione del reddito dipende anzitutto dalla crescita economica e dalla contrattazione".

"Riduzione del carico fiscale" "Con gli strumenti che abbiamo a disposizione e con le risorse che saremo capaci di generare possiamo, però, muoverci nella direzione di una riduzione concreta del carico fiscale, a vantaggio, innanzitutto dei salari e dei bassi redditi. Non un euro senza un impegno forte delle forze sociali per più produttività, maggiori salari e maggiori investimenti. Ovviamente tutte le operazioni fiscali devono essere compatibili con la riduzione e con l’abbattimento del debito pubblico. Non dovremo chiedere un euro in più ai nostri lavoratori, alle famiglie e alle imprese per il risanamento dei nostri conti".

Rendite finanziarie Prodi promette un intervento sulla tassazione delle rendite finanziarie: "Pur con tutte le cautele, legate al momento delicato che vivono in questo momento i mercati finanziari, è difficile continuare con l’anomalia di un sistema nel quale il lavoro e l’impresa sono tassati più che le rendite finanziarie. Nessun intento punitivo, naturalmente. Semplicemente la riconduzione delle nostre regole a principi di maggiore semplicità (come l’uniformità dell’aliquota al 20%) e di giustizia distributiva".

Dini: "Intervenire solo sui titoli nuovi" "Un’armonizzazione del’aliquota è desiderabile, ma il governo deve valutare se è il momento opportuno". Lo ha detto il leader dei liberaldemocratici Lamberto Dini, lasciando il vertice dell’Unione. Dini si limita a porre alcuni paletti all’intervento: "Va fatta solo sui titoli di Stato di nuova emissione, altrimenti per i risparmiatori che hanno acquistato ci sarebbe una perdita di valore e una truffa da parte dello Stato".

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