Peter afferma che Google misura in svariati modi la qualità dei risultati. Un primo passo, ad esempio, consiste nel valutare i risultati maggiormente cliccati dagli utenti. Se molti utenti cliccano il primo risultato che appare e non proseguono oltre nella ricerca, molto probabilmente tale risultato è soddisfacente per quella query. Se invece il processo di ricerca comporta la visione di più pagine e la continua modifica della stringa di ricerca, probabilmente i risultati apparsi nelle SERP non erano così buoni.
Un altro sistema è quello di utilizzare dei quality rater esterni e fare loro valutare i risultati derivanti da query casuali. I quality rater sono istruiti in merito a ciò che va considerato spam e ai siti che vanno valutati negativamente. Il loro contributo però non è assolutamente decisivo, come alcuni credono, per quel che riguarda la valutazione della qualità delle SERP.
A volte inoltre, Google invita le persone all’interno dei propri laboratori per vedere come vengono eseguite le ricerche sul motore ed altre volte invece sono gli addetti di Google che fanno “visita a domicilio” per “osservare sul campo” la vita di un navigatore sul Web.
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